Le donne di fronte all'islamismo
Le donne di fronte all'islamismo
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Interventi
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Questo convegno internazionale, organizzato dal CERIF con il sostegno della Regione Auvergne-Rhône-Alpes, era dedicato al tema “Le donne di fronte all’islamismo”.
L'evento ha riunito a Lione ricercatrici, esperte, giuriste, intellettuali e attiviste che, ciascuna dal proprio ambito di competenza, hanno analizzato il modo in cui le donne sono poste al centro delle strategie ideologiche, sociali e politiche dell'islamismo contemporaneo.
A volte, ma non sempre, sono semplici «vittime» di un sistema; ne sono anche protagoniste, talvolta mediatrici, spesso resistenti; ed è proprio in questa tensione che si giocano le principali sfide contemporanee: accesso ai diritti, integrità fisica, libertà di espressione e capacità di azione civica.
Riunendo queste voci provenienti da diversi paesi e discipline, questo convegno ha offerto una comprensione approfondita delle dinamiche contemporanee dell’islamismo e dei loro effetti specifici sulle donne e attraverso di esse, al fine di orientare le politiche pubbliche, alimentare la ricerca e sostenere coloro che, ogni giorno, resistono al dominio dei fondamentalismi.
I relatori
Dott.ssa Florence Bergeaud-Blackler
Antropologo del CNRS (GSRL-EPHE)
Esperto di halal e delle norme islamiche. Autore di *Le frerismo e le sue reti* (Seuil, 2023) e *Il jihad attraverso il mercato* (Odile Jacob, 2025).
"La "sister connexion" di Bruxelles"
Fadila Maaroufi
Antropologa e attivista laica
Cofondatrice e direttrice dell'Osservatorio europeo sui fondamentalismi (Bruxelles/Parigi), svolge ricerche critiche sui fondamentalismi religiosi e sull'islamismo.
"La "sister connexion" di Bruxelles"
Prof.ssa Fatiha Boudjahlat
Saggista
Insegnante di storia e geografia, sostiene una concezione rigorosa della laicità e dell'universalismo, opponendosi alle rivendicazioni religiose che mettono in discussione l'uguaglianza tra i cittadini.
"Donne e Islam: autonomia e emarginazione"
Sonya Zadig
Psicologa clinica, psicoanalista, linguista e scrittrice
Impegnata nell'analisi dei fenomeni legati all'Islam, all'emancipazione delle donne e alle questioni identitarie.
"Appropriazione del corpo femminile e influenza islamista"
Dott.ssa Yana Grinshpun
Linguista e accademico
Docente di scienze del linguaggio presso l’Università Sorbonne Nouvelle – Parigi III, si occupa principalmente di morfosintassi, sociolinguistica storica e analisi dei discorsi mediatici.
"Le donne, la jihad, il 7 ottobre"
Avv. Lara Fatimi
Avvocato penalista iscritta all’Ordine degli Avvocati di Parigi
Collabora con lo studio legale Montbrial & Associés dal 2021 ed è specializzata in diritto penale – in particolare nella difesa delle forze dell'ordine – e nelle questioni relative alla laicità.
"La destra: strumento di infiltrazione o baluardo contro l'islamismo?"
Dott.ssa Anna Loutfi
Giurista, ricercatrice e avvocata specializzata in diritti umani
Esperto in materia di tribunali della sharia.
"La questione della Sharia"
Dott.ssa Mandana Javan
Giornalista e scrittore
Originaria dell'Iran e residente in Québec, è specializzata in questioni relative al Medio Oriente e ai diritti delle donne, in particolare nei contesti musulmani o comunitari.
"Figure femminili dell'entrismo islamista"
Dott.ssa Dalia Ziada
Attivista per i diritti umani e scrittrice
È nota per i suoi studi sulla democrazia liberale in Medio Oriente e ha assunto pubblicamente posizioni decise sull'islamismo e sui diritti delle donne.
"Le sorelle musulmane - Dalla maternità alla jihad violenta"
Yasmine Mohammed
Scrittrice e attivista
Fondatrice dell'organizzazione Free Hearts Free Minds, si dedica alla difesa delle donne e delle persone che abbandonano l'Islam nei paesi a maggioranza musulmana e critica l'islamismo radicale.
"Testimonianza: dal controllo alla ricostruzione"
Sabato 13 dicembre 2025, ore 9:00
Programma
Mattina
Caffè offerto
Apertura del convegno
Discorso di benvenuto di Laurent Wauquiez, Regione Alvernia-Rodano-Alpi.
La "sister connexion" di Bruxelles
Florence Bergeaud-Blackler e Fadila Maaroufi
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La presentazione mette in luce l'eccezionale radicamento dell'islamismo a Bruxelles, in particolare grazie all'attivismo delle reti femminili frerista. Essa mostra che diverse donne velate impegnate in politica, nel mondo associativo o in ambito universitario costituiscono una «Muslim Sisters Connexion», strutturata attorno alle organizzazioni legate alle Fratelli Musulmani (LMB, FOIE, FEMYSO, EFOMW, EMN, CCIB…). Questa costellazione opera un entrismo coordinato all’interno delle istituzioni pubbliche, delle ONG, delle università e dei media. Le stesse donne compaiono in iniziative europee come il kit contro l’islamofobia finanziato dalla Commissione europea. Il thread ricorda che questa rete è attiva almeno dal 2014-2015 nelle campagne contro i divieti dei simboli religiosi. Il quadro d’insieme delinea una strategia di influenza coerente, integrata nelle reti frerista europee e turche, che plasma il dibattito pubblico belga sul velo e sull’islamofobia.
Donne e Islam: autonomia e emarginazione
Fatiha Boudjahlat
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Questo intervento verterà sull'autonomia delle donne nel contesto islamico e islamista, e sul modo in cui i discorsi religiosi relegano le donne in posizioni di subordinazione pur rivendicando, paradossalmente, la loro emancipazione.
Pausa caffè
Bevande gratuite
Appropriazione del corpo femminile e influenza islamista
Sonya Zadig
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La confisca del corpo femminile sotto il dominio islamista non è un semplice meccanismo di coercizione: è un programma totale volto a ridurre la donna a una funzione, a separarla dalla sua stessa presenza nel mondo. Il corpo diventa un territorio occupato, posto sotto sigillo simbolico, privato della sua libertà di movimento, di desiderio, di visibilità. L’islamismo impone una grammatica della scomparsa in cui ogni lembo di pelle, ogni gesto, ogni respiro deve rispondere a un ordine esterno. Questa espropriazione crea una soggettività frammentata: una donna costretta a vivere in disparte da se stessa, esiliata nel proprio corpo. Ciò che è in gioco non è una questione di abbigliamento o di morale, ma la distruzione metodica del diritto fondamentale di esistere allo scoperto. La liberazione, quindi, non consiste solo nel svelarsi, ma nel riprendere la sovranità sul proprio spazio vitale: tornare a essere un corpo che parla, un corpo che pensa, un corpo che desidera.
Le donne, la jihad, il 7 ottobre
Yana Grinshpun
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Le fonti classiche del diritto musulmano definiscono la jihad come una guerra legittima e, in alcune scuole, obbligatoria, volta ad estendere l’autorità politica e giuridica dell’Islam. In questa prospettiva dottrinale, Hamas, il ramo palestinese dei Fratelli Musulmani, inserisce la propria lotta contro gli ebrei in una visione escatologica che struttura il conflitto con Israele come una lotta metafisica tra il Bene e il Male. Gli eventi del 7 ottobre, durante i quali alcune donne israeliane sono state uccise, prese in ostaggio e, in alcuni casi, vittime di violenze sessuali, rivelano una logica specifica: queste donne sono state trattate come bottino di guerra, in conformità con rappresentazioni ereditate da status storici riservati alle donne non musulmane nei contesti di conquista. Basandoci sui documenti strategici prodotti dai leader di Hamas, nonché sul rapporto Dinah e sul rapporto presentato alle Nazioni Unite da Pramila Patten, analizzeremo le violenze sessuali commesse il 7 ottobre alla luce dell’ideologia islamista che le sottende. Questa relazione si propone quindi di mettere in relazione le categorie classiche della jihad, le costruzioni teologico-politiche contemporanee e le pratiche osservate sul campo.
La destra: strumento di infiltrazione o baluardo contro l'islamismo?
Lara Fatimi
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L'ambivalenza del diritto nei confronti dell'islamismo: da un lato strumento di infiltrazione per le correnti frerista, che sanno sfruttare le lacune giuridiche con formidabile abilità, e dall'altro baluardo essenziale per proteggere le donne, garantire le loro libertà e difendere le nostre istituzioni repubblicane. Questa dualità richiede una vigilanza costante: il diritto può servire sia il peggio che il meglio, a condizione che venga applicato con rigore, lucidità e una certa dose di coraggio.
Pausa pranzo
Ripresa alle 14:30
Pomeriggio
La questione della Sharia
FR/ENAnna Loutfi
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La diffusione delle comunità musulmane nel Regno Unito, l’affermarsi di sistemi giuridici paralleli conformi alla sharia, il peggioramento della condizione sociale delle donne e l’indebolimento dello Stato democratico britannico.
Figure femminili dell'entrismo islamista: influenza, copertura mediatica e strategie discorsive
Mandana Javan
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Questo intervento analizzerà il ruolo centrale svolto da alcune figure femminili provenienti dai movimenti islamisti o islamo-di sinistra nella diffusione e nella normalizzazione di rivendicazioni ispirate all’islamismo politico. Leader associative, comunicatrici, attiviste o accademiche, esse contribuiscono alla progressiva infiltrazione nelle istituzioni pubbliche, nei media, nei sindacati e nei campus universitari, ricorrendo a una retorica che legittima, banalizza o tutela l’ideologia che sostengono.
Pausa caffè
Bevande gratuite
Le sorelle musulmane - Dalla maternità alla jihad violenta
FR/ENDalia Ziada
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L'analisi metterà in luce il modo in cui queste personalità diventano vettori chiave dell'entrismo ideologico, sfruttando la loro visibilità, occupando posizioni strategiche e strumentalizzando il linguaggio dei diritti umani per aggirare i meccanismi di controllo istituzionali. La loro azione mira a contrapporre un modello multiculturalista all’esigenza di neutralità dello Stato, minando così i principi fondamentali della laicità.
Testimonianza
FR/ENYasmine Mohammed
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Yasmine racconterà la sua storia: un’infanzia in Canada in una famiglia di musulmani laici, poi sempre più coinvolti nell’islamismo, fino a diventare sostenitori della jihad, al punto da costringerla a sposare un terrorista di Al-Qaeda. Mostrerà come si articola il passaggio dalla fede religiosa all’ideologia islamista, per poi arrivare al jihadismo.
Tavola rotonda
Le relatrici e le personalità pubbliche riflettono insieme sulle misure di prevenzione.
Chiusura
FinSede della Regione