Punti chiave
- Dati stimati. Il rapporto stima in circa 12.000 il numero di persone legate ideologicamente o organizzativamente alla rete (2024), con una maggioranza appartenente al ramo turco (Millî Görüş, stimato in circa 10.000).
- Un ristretto nucleo direttivo. Sotto le spoglie di organizzazioni indipendenti, il rapporto descrive un «nucleo di controllo» incentrato su Ibrahim El-Zayat, che collega il ramo arabo (DMG) e quello turco (IGMG).
- Struttura finanziaria. Il rapporto individua le fonti di finanziamento tra donazioni interne, fondi immobiliari (Europe Trust, complesso a Berlino) e contributi esteri provenienti dal Golfo (Qatar, Kuwait) e dalla Turchia.
- Aumento dell’audience. Il rapporto cita l’indagine MOTRA 2024/25: il 45,1% dei musulmani sotto i 40 anni sarebbe classificato come islamista dichiarato o latente, contro il 22,3% del 2021.
1. Presentazione del documento e dell'editore
Il documento in esame è stato pubblicato dal Ministero israeliano per gli Affari della diaspora e la lotta contro l'antisemitismo (maggio 2026, circa 50 pagine, in inglese) - il ministero del governo israeliano incaricato delle relazioni con le comunità ebraiche della diaspora e della lotta contro l’antisemitismo.
Il suo obiettivo è la mappatura delle organizzazioni identificate dagli autori come affiliate alle Fratelli Musulmani in Germania: il loro nucleo direttivo, i loro punti di riferimento europei e internazionali, i loro finanziamenti e le loro prese di posizione pubbliche. Il suo ambito è innanzitutto la Germania, con estensioni alle strutture europee (FIOE/CEM, FEMYSO) e ad attori in Qatar e in Turchia.
Tre definizioni strutturano il testo. I Fratelli Musulmani: movimento islamista fondato in Egitto nel 1928 da Hassan al-Banna. La da'wa: predicazione e invito all'Islam. Millî Görüş: movimento islamista turco fondato da Necmettin Erbakan, di cui fa parte l'IGMG.
2. Metodologia
Il rapporto è un'analisi istituzionale basata su fonti aperte. Esso riunisce valutazioni ufficiali tedesche, dati di audience e informazioni finanziarie al fine di ricostruire l'organigramma della rete e delle sue figure chiave.
- Tipo. Rapporto di analisi a carattere istituzionale, basato su fonti aperte (open source).
- Fonti ufficiali. Rapporti dei servizi di intelligence interni tedeschi: Ufficio federale per la protezione della Costituzione (Bundesamt für Verfassungsschutz, BfV) e uffici regionali (LfV); documenti e dibattiti parlamentari.
- Fonti aperte. Stampa tedesca e internazionale, siti specializzati, account sui social media delle organizzazioni, registri delle imprese e delle organizzazioni di beneficenza.
- Dati numerici. Stime sul numero di membri (BfV, 2024), pubblico sociale per singola organizzazione, importi finanziari (Europe Trust, finanziamenti pubblici) e l’indagine MOTRA 2024/25 (rete di ricerca MOTRA, in collaborazione con l’Ufficio federale di polizia criminale, BKA).
- Approccio. Mappatura degli attori (organizzazioni e persone), analisi dei legami personali e familiari, censimento delle prese di posizione pubbliche, tracciamento dei flussi finanziari.
3. Tesi centrale
Il rapporto sostiene che un insieme di organizzazioni che si presentano come associazioni religiose e della società civile indipendenti operi in pratica come un meccanismo coordinato, guidato da un ristretto gruppo di dirigenti - un «nucleo dirigente». Secondo gli autori, questa rete persegue un progetto di Islam politico attraverso una strategia di influenza graduale e non violenta, «dal basso», fondata sull’istruzione, la da’wa e l’integrazione istituzionale, pur mantenendo un profilo pubblico moderato.
Il rapporto sostiene che esso intrattenga legami strutturali con gli organi freristapaneuropei e con attori in Qatar e in Turchia, che si avvale di un'architettura di finanziamento complessa e resiliente e che - nonostante il rafforzamento della sorveglianza statale dal 7 ottobre - non sta subendo un calo sostanziale, ma sta attuando un riposizionamento strategico.
4. L'architettura argomentativa
Il rapporto presenta cinque argomentazioni concatenate, articolate attorno al fulcro costituito dalla rete frerista tedesca e dai suoi due rami (arabo e turco), e che convergono verso la constatazione di un riposizionamento strategico. Lo schema riportato di seguito ne illustra la struttura complessiva.
4.1. Una rete decentralizzata organizzata attorno a un ristretto gruppo dirigente
Ciò che viene dimostrato. Che organizzazioni apparentemente indipendenti costituiscano in pratica una rete coordinata, strutturata in due rami complementari (arabo e turco) e guidata da un piccolo gruppo di figure chiave.
Sulla base di quali dati? Il rapporto corrobora questo punto con le stime sui numeri dei membri fornite dai servizi segreti tedeschi (BfV: circa 1.450 persone per la DMG nel 2024, contro circa 1.040 nel 2019; circa 10.000 per Millî Görüş), dalle biografie incrociate dei leader (il percorso di Ibrahim El-Zayat e Samir Falah da un’organizzazione all’altra), dall’elenco delle cariche cumulate a livello nazionale ed europeo, dai legami matrimoniali e familiari documentati (alleanza El-Zayat / Erbakan) e dalla distribuzione geografica delle sedi.
Interpretazione dell'autore. L'autore vi vede un «nucleo di controllo» nascosto dietro una facciata di autonomia, che secondo lui garantisce la continuità organizzativa e ideologica della rete nonostante i cambiamenti di nome e di struttura.
La DMG (Deutsche Muslimische Gemeinschaft, ex IGD) - sezione araba
- Stato. Identificata dai servizi di sicurezza tedeschi come l'organizzazione centrale della rete frerista nel Paese, che secondo loro opera in contrasto con i valori dell'ordine democratico; il BfV stima che il movimento conti circa 1.450 persone.
- Origini. Fondata alla fine degli anni '50 da dirigenti Fratelli Musulmani esiliati dal Medio Oriente, in primo luogo Said Ramadan, genero di Hassan al-Banna, fondatore del movimento.
- Funzione. Organizzazione informale che riunisce moschee, associazioni e iniziative educative; attività di da'wa, di educazione religiosa e di formazione dei dirigenti comunitari, senza alcuna dichiarazione pubblica di affiliazione a Fratelli Musulmani.
- Incubatore. Ha fatto da base per strutture affiliate (organizzazione giovanile MJD, formazione degli imam, istituti) e ha mantenuto una continuità con gli organismi europei: la FIOE, poi diventata Consiglio dei musulmani d'Europa (CEM), e la FEMYSO.
- Rebranding. Cambio di denominazione da IGD a DMG (2017-2018) e trasferimento della sede da Colonia a Berlino (2019), interpretati dai servizi come un ammorbidimento dell'immagine; ricorso contro l’inserimento nei rapporti di sicurezza ritirato nel 2021, senza decisione nel merito.
- Esclusa. Sospesa nel 2019 dal Consiglio centrale dei musulmani in Germania (ZMD) a seguito delle polemiche sulla sua presunta affiliazione; rimane tuttavia classificata dai servizi come figura centrale della rete.
- Radicamento europeo. I servizi di intelligence regionali (LfV) la descrivono ripetutamente come la sezione tedesca della FIOE/CEM e come uno dei suoi «membri chiave»; Samir Falah, all’epoca presidente della DMG, è stato eletto presidente della FIOE nel 2018.
L'IGMG / Millî Görüş - sezione turca
- Statuto. Identificata dai servizi tedeschi come una delle principali organizzazioni islamiste che, secondo loro, presenta affinità ideologiche, strutturali e funzionali con l'orientamento di Fratelli Musulmani; il movimento Millî Görüş conta circa 10.000 simpatizzanti.
- Movimento originario. Millî Görüş: corrente islamista turca fondata da Necmettin Erbakan; l’IGMG ne costituisce il ramo tedesco e promuove un programma di islam politico all’interno della comunità turca in Germania.
- Modalità di azione. Creazione di spazi comunitari e religiosi chiusi attraverso l’istruzione, la da’wa e lo sviluppo di infrastrutture; inserimento in coalizioni religiose regionali (gruppi Schura) e ricerca di influenza nella sfera pubblica.
- Posizione nei confronti della violenza. Secondo il rapporto, la sua leadership si è astenuta dal prendere chiaramente le distanze dalle organizzazioni islamiste violente e si è rifiutata di definire Hamas un'organizzazione terroristica.
- Legami con la Turchia. Legami istituzionali con la Turchia e le sue correnti islamiste: trasferimenti di fondi e impiego di imam legati alla Direzione turca degli affari religiosi (Diyanet); incontro pubblico del presidente Kemal Ergün con il presidente Erdoğan nel novembre 2022.
- Il legame El-Zayat / Erbakan. Ibrahim El-Zayat, descritto come l’anello di congiunzione tra le reti arabe e turche, è sposato con Sabiha Erbakan (famiglia fondatrice del movimento) e fa parte del consiglio di sorveglianza di Millî Görüş; il rapporto fa riferimento a un «sistema integrato» tra le famiglie El-Zayat ed Erbakan.
- Posizione europea. Nel 2026 la FEMYSO riconosce l'attività giovanile turco-tedesca dell'IGMG come una delle sue sezioni ufficiali; per il resto, l’IGMG mantiene una certa distanza dalle istituzioni freristapaneuropee, maggiormente associate agli islamisti arabi.
4.2. Una strategia legalista di influenza «dal basso»
Ciò che è stato dimostrato. Che la rete privilegi un’influenza graduale e non violenta, attraverso l’educazione, la da’wa e l’inserimento negli spazi civici e istituzionali.
Sulla base di quali dati. Il rapporto si basa sulla genealogia organizzativa (la DMG come matrice della MJD, del RIGD e dell’EIHW), sulla cronologia del cambiamento di immagine (rinominazione da IGD a DMG nel 2017-2018, trasferimento della sede a Berlino nel 2019, ritiro del ricorso giudiziario nel 2021) e su casi documentati di inserimento istituzionale (il percorso di Lydia Nofal e Mohamad Hajjaj attraverso l’associazione Inssan).
Interpretazione dell'autore. Secondo l'autore, questa «strategia legalista» mira a esercitare un'influenza a lungo termine sulla società e sulle istituzioni, attraverso la creazione di infrastrutture comunitarie ed educative, evitando al contempo qualsiasi dichiarazione pubblica di affiliazione ai Fratelli Musulmani.
4.3. Punti di riferimento europei e internazionali
Ciò che viene dimostrato. Che le organizzazioni tedesche si inseriscano in un continuum con le strutture freristapaneuropee e con attori statali e caritatevoli stranieri.
Sulla base di quali dati. Il rapporto attinge alla storia istituzionale (l’IGD, all’origine della FIOE nel 1989, diventata Consiglio dei musulmani d’Europa nel 2020), l’elenco delle presidenze incrociate (Falah alla guida della FIOE nel 2018), gli elenchi dei membri pubblicati dalla FEMYSO (2026), elementi di dominio pubblico sui legami tra l’IGMG e la Turchia (incontro tra Ergün ed Erdoğan del novembre 2022, impiego di imam della Diyanet) e informazioni sui finanziamenti caritatevoli provenienti dal Qatar e dal Kuwait.
Interpretazione dell'autore. L'autore interpreta queste sovrapposizioni come un meccanismo di coordinamento personale tra il livello nazionale e quello europeo e come il radicamento della rete tedesca in un movimento transnazionale.
4.4. Un’architettura di finanziamento opaca e resiliente
Ciò che è stato dimostrato. Che il finanziamento combini donazioni interne, investimenti immobiliari e contributi esteri, in una struttura difficile da ricostruire.
Sulla base di quali dati. Il rapporto si basa sui registri di enti di beneficenza e società (Europe Trust: patrimonio stimato in oltre 8,5 milioni di sterline, complesso immobiliare a Berlino), su decisioni pubbliche (sospensione dei finanziamenti a Islamic Relief Deutschland alla fine del 2020), sugli importi delle sovvenzioni pubbliche (oltre 1,37 milioni di euro per Inssan nell’arco di un decennio) e sulle cariche ricoperte da Ibrahim El-Zayat in organismi finanziari (Europe Trust, Islamic Relief Worldwide).
Interpretazione dell'autore. L'autore descrive una «struttura labirintica» che garantisce la resilienza economica - i proventi immobiliari continuano ad alimentare la rete anche in caso di interruzione dei finanziamenti esterni - e complica la tracciabilità dei flussi.
4.5. Una comunicazione pubblica moderata, occasionalmente contraddetta
Ciò che è stato dimostrato. Che le organizzazioni mantengano un profilo pubblico moderato, ma che di tanto in tanto emergano prese di posizione a sostegno del terrorismo.
Sulla base di quali dati. Il rapporto si basa in questo caso sull’analisi dei profili e dei siti delle organizzazioni (volume e natura delle pubblicazioni), su screenshot datati (video della sezione di Bielefeld del maggio 2025, pubblicazioni di Ferid Heider nel febbraio 2024 e nel febbraio 2025) e sulle dichiarazioni pubbliche dei dirigenti (dichiarazioni di Kemal Ergün sul 7 ottobre, articolo dell’aprile 2025).
Interpretazione dell’autore. Secondo l'autore, la moderazione manifestata deriva da una prudenza strategica - la consapevolezza di essere sotto osservazione - che, a suo avviso, non esclude la promozione di programmi più radicali in contesti meno esposti.
Israele, gli ebrei e il sionismo: le conclusioni del rapporto, organizzazione per organizzazione
Il rapporto dedica un intero capitolo all'incitamento contro gli ebrei, Israele e il sionismo. Esaminando le varie organizzazioni, ne emerge un quadro contrastante: dall’assenza di dichiarazioni ostili (DMG, MJD) all’incitamento esplicito (EIHW / Ferid Heider), accentuato dal 7 ottobre.
- DMG. Scarsa attività digitale e contenuti prevalentemente religiosi; il rapporto non rileva alcuna dichiarazione diretta contro Israele o gli ebrei. Una pagina dedicata a Gaza invita a pregare, a fare donazioni tramite organizzazioni umanitarie riconosciute e a ricorrere a mezzi pacifici e legali; in particolare rimanda ai lavori dello storico Ilan Pappé e ai resoconti della Croce Rossa, dell’ONU, dell’UNRWA e dell’ONG israeliana B’Tselem.
- MJD. Non sono stati rilevati contenuti apertamente politici o estremisti: attività giovanili, laboratori, volontariato e proteste contro il razzismo anti-musulmano; evidente evitamento degli argomenti politici.
- IGMG. Un quadro contrastante. L’organizzazione ha condannato l’attacco contro gli ebrei a Bondi Beach (Australia) e ha espresso le proprie condoglianze alla comunità ebraica. Tuttavia, la sua sezione di Bielefeld ha diffuso (maggio 2025) un video del funerale dell’autore di un attacco con coltello a Gerusalemme, accompagnato dalla didascalia «il martire di Gerusalemme», senza alcuna condanna da parte della dirigenza. Il suo presidente Kemal Ergün ha definito il 7 ottobre un’«operazione su larga scala», e un articolo dell’aprile 2025 chiede «azioni concrete» contro Israele.
- RIGD. Non è stata individuata alcuna presenza attiva sui social media.
- EIHW / Ferid Heider. Il rapporto prende di mira soprattutto l’imam Ferid Heider, docente dell’istituto: secondo lui, Heider avrebbe pubblicato dei video che giustificano gli eventi del 7 ottobre e, il 5 febbraio 2025, avrebbe paragonato l’azione israeliana all’imperialismo e al colonialismo, utilizzando i termini «occupazione», «trasferimento di popolazione» e «pulizia etnica»; avrebbe inoltre accusato Israele di «crimini di guerra» a Gaza.
- Tendenza generale. Il rapporto rileva, a partire dal 7 ottobre, un aumento della retorica che contesta la legittimità dell’esistenza di Israele («dal fiume al mare») e delle espressioni di sostegno o di giustificazione dell’attacco, pur sottolineando che il confine tra aiuto civile e sostegno alle infrastrutture politiche rimane spesso sfumato.
5. Elenco delle organizzazioni e delle figure chiave
Il rapporto identifica le seguenti organizzazioni e persone. Le sintesi riportate di seguito riproducono le descrizioni fornite dal rapporto.
Organizzazioni centrali della rete
- DMG (Deutsche Muslimische Gemeinschaft, ex IGD). Organizzazione ombrello del ramo arabo e, secondo i servizi segreti tedeschi, organizzazione centrale della rete; da'wa, istruzione e formazione dei quadri (descritta in dettaglio al § 4.1).
- MJD (Muslimische Jugend in Deutschland). Organizzazione giovanile affiliata alla DMG; attività educative e comunitarie. Un accordo amichevole del 2023 con il BfV ha sostituito la qualifica di «organizzazione estremista» con una semplice «segnalazione per sospetto».
- IGMG (Islamische Gemeinschaft Millî Görüş). Organizzazione ombrello della branca turca, affiliata al movimento Millî Görüş; islam politico all’interno della comunità turca (descritto in dettaglio al § 4.1).
- RIGD (Rat der Imame und Gelehrten in Deutschland). Consiglio degli imam e degli studiosi fondato a Francoforte nel 2004; presentato come l’autorità religiosa e giuridica della rete (emissione di fatwa); legami con la DMG e finanziamenti parziali da parte di Qatar Charity.
- EIHW (Istituto europeo di scienze umane). Istituto fondato a Francoforte nel 2012; formazione ideologica e religiosa di dirigenti e imam; affinità con la FIOE/CEM.
Enti finanziatori e intermediari
- Islamic Relief Deutschland (IRD). Filiale tedesca di Islamic Relief (Colonia, 1996); finanziamenti pubblici sospesi alla fine del 2020 in seguito alla constatazione di «legami personali significativi» con il movimento; affiliata alla rete internazionale Islamic Relief Worldwide, dichiarata illegale in Israele.
- Europe Trust. Ente di beneficenza registrato nel Regno Unito (1996); divisione dedicata agli investimenti immobiliari (patrimonio stimato in oltre 8,5 milioni di sterline) proprietaria di un complesso a Berlino; i proventi derivanti dagli affitti vengono, secondo il rapporto, destinati alle organizzazioni del movimento.
- Inssan. Associazione berlinese (2002) impegnata nella lotta contro il razzismo anti-musulmano; descritta come un punto nevralgico e un ponte verso l’establishment; legami con El-Zayat; oltre 1,37 milioni di euro di fondi pubblici in un decennio.
Asse filo-Hamas (collegamento indiretto alla rete)
Il rapporto precisa che non è stato individuato alcun legame diretto tra questo asse e la rete frerista: il collegamento sarebbe indiretto, tramite enti finanziatori.
- PGD (Comunità palestinese in Germania). Comunità palestinese considerata filo-Hamas; smantellata dopo il 7 ottobre.
- VPNK. Presentata come l’«organizzazione che ha preso il posto» della PGD, che coordina le attività dei sostenitori di Hamas a Berlino.
- DPMG (Deutsch-Palästinensische Medizinische Gesellschaft). Raccolta di donazioni per campagne umanitarie a Gaza; sostenuta dalla PGD; secondo il rapporto, oltre 100.000 $ trasferiti dal 7 ottobre all’organizzazione sanitaria di Gaza UHCC.
Personaggi chiave
- Ibrahim El-Zayat. Nato nel 1968 a Marburg, tedesco di origini egiziane; presentato come la figura centrale delle reti freristaeuropee. Ha diretto la DMG (2002-2010), attivo nella FIOE, nell’IESH e nella FEMYSO; membro dei consigli di amministrazione di Islamic Relief Worldwide e di Europe Trust; sposato con Sabiha Erbakan; allontanato dallo ZMD nel 2022. Un ex responsabile della sicurezza di un Land lo ha definito «il ragno che tesse la tela» delle organizzazioni islamiste (vedi figura sotto).
- Samir Falah. Tedesco di origini tunisine, residente a Berlino; presidente della DMG (2010-2018) e successivamente della FIOE/CEM (2018-2022); segretario generale di un organismo europeo di sostegno alle moschee (circa 300 moschee in Germania).
- Khallad Swaid. Presidente della DMG dal 2018; ex presidente della MJD; ha ricoperto incarichi in organismi europei (FEMYSO); inoltre, consulente in gestione della qualità.
- Taha Suleiman Amer. Presidente del RIGD e responsabile del dipartimento da'wa presso il CEM; predicatore e giurista di origine egiziana, residente a Francoforte; ex direttore accademico dell'EIHW.
- Khaled Hanafy. Decano dell'EIHW, vicesegretario generale dell'ECFR (Consiglio europeo della fatwa e della ricerca) e presidente del comitato della fatwa in Germania; religioso egiziano; ex presidente del RIGD.
- Kemal Ergün. Presidente dell'IGMG dal 2011; nato in Turchia, giunto in Germania all'inizio degli anni '90; ex imam della moschea centrale dell’IGMG a Francoforte; ricevuto dal presidente Erdoğan nel 2022.
- Ferid Heider (imam). Docente presso l’EIHW; membro del Consiglio della fatwa in Germania dal 2020; formato presso istituzioni del movimento (Château-Chinon in Francia, sede distaccata di Francoforte). Secondo il rapporto, ha pubblicato video che giustificano gli eventi del 7 ottobre e definiscono l’azione israeliana «pulizia etnica».
6. Conclusione dell'autore
- Nessun calo. Nonostante l'aumento della pressione in materia di sicurezza dal 7 ottobre, l'autore non rileva alcun calo sostanziale della forza della rete.
- Riposizionamento strategico. Esso identifica l'adozione di un discorso pubblico moderato e una riduzione dell'attività digitale, volte a preservare la resilienza istituzionale e a ridurre gli attriti con le autorità.
- Tre assi di sovrapposizione. Infrastrutture e finanziamenti (El-Zayat), formazione e coordinamento europeo (EIHW), radicamento locale in ambito giuridico (Inssan).
- Raccomandazione. L'autore conclude che è necessario monitorare tale attività per prevenire la radicalizzazione e un eventuale passaggio all'istigazione o al terrorismo, distinguendo chiaramente la libertà di culto dal suo sfruttamento a fini di radicalizzazione politica.
Florence Bergeaud-Blackler
Antropologa, ricercatrice presso il CNRS (HDR)
Presidente e fondatrice del CERIF - Centro Europeo di Ricerca e Informazione sul Frerismo
cerif.eu
Commento del CERIF
Contributo. Il rapporto riunisce in un unico documento dati finora dispersi relativi alla diffusione, al finanziamento e al pubblico del movimento, e ricostruisce con cura l’organigramma della rete e delle sue figure chiave. L’individuazione delle sovrapposizioni di funzioni (El-Zayat, Falah) e dei legami familiari (alleanza El-Zayat / Erbakan) chiarisce il coordinamento interno. La descrizione di Europe Trust come base immobiliare di resilienza e l’individuazione dei finanziamenti pubblici ottenuti tramite associazioni antidiscriminazione costituiscono elementi documentati e verificabili. La griglia a tre assi - infrastrutture e finanziamenti, formazione e coordinamento europeo, radicamento locale legalista - offre un quadro chiaro per comprendere la divisione del lavoro all’interno della rete.
Limiti. Il rapporto è una sintesi di fonti aperte e valutazioni ufficiali tedesche, e non un'indagine di prima mano: esso stesso riconosce di non poter ricostruire né l'integralità dei flussi finanziari né l'identità dei donatori. Inoltre, i dati dell’indagine MOTRA 2024/25 misurano l’adesione all’islamismo tra i giovani musulmani in generale, e non il pubblico specifico della rete oggetto di studio: il nesso che il rapporto stabilisce tra questa tendenza e il «successo» delle organizzazioni rimane, in questa fase, di natura inferenziale.
Perché leggerlo. 12.000 persone legate alla rete (2024), un complesso immobiliare a Berlino, il 45,1% dei musulmani sotto i 40 anni classificati come islamisti dichiarati o latenti dall’indagine MOTRA 2024/25 (rispetto al 22,3% del 2021): il rapporto raccoglie dati chiave utili a chiunque studi l’Islam politico in Europa. Al di là del caso tedesco, solleva una questione metodologica che l’autrice stessa eleva a criterio decisivo: come distinguere, in una democrazia, la libertà di culto dalla sua strumentalizzazione politica.